La Ndoccia
Le 'ndocce sono grosse torce realizzate con legno di abete bianco e fasci di ginestre secche tenute insieme dallo spago. Sono alte due o tre metri, e talvolta sono riunite da paletti trasversali per formare dei gruppi che possono arrivare fino a venti fiaccole. Da come la ndoccia ardeva si traevano auspici: se soffiava il vento di tramontana si prevedeva una buona annata. Un fuoco scoppiettante e una fiamma consistente erano considerati ben auguranti perché in grado di scacciare le streghe. Gli anziani ricordano che in questa occasione si cercava di far buona figura agli occhi delle ragazze; si gareggiava, infatti, nel realizzare la torcia più bella e compatta al fine di farla durare di più. A fine della sfilata si portava la ndoccia sotto la finestra della fanciulla sulla quale erano riposte la proprie speranze. Se lei si affacciava significava che aveva gradito il gesto, altrimenti un secchio di acqua spegneva a un tempo la torcia e l'ardore del giovane.
Molte feste molisane celebrate in occasione della Natività sono caratterizzate da falò di diversa forma che, accesi la sera della vigilia della festa, svolgono una funzione purificatrice e rigeneratrice o interpretabile quale magia simpatica. Tali fuochi rituali sono denominati in vari modi: faglie, farchie, stuccie, cartocci, favone, smrka (vocabolo in uso tra le minoranze slave). Ma il nome più usato è ‘ndocce, derivante dal vocabolo torcia, poi divenuto ‘ntorcia, ‘ndorcia e infine ‘ndoccia. Questi riti ignei risultano significativamente diffusi in numerosi luoghi della regione: Agnone, Acquaviva Collecroce, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Pescopennataro, Castelverrino, Filignano, Montefalcone nel Sannio, Pietrabbondante, Roccavivara, Oratino, Poggio Sannita, Pietracupa, Sant’Angelo del Pesco. E fino ad alcuni anni orsono (con recenti tentativi di revival) erano in uso grossi falò o piccoli fuochi natalizi pure in molte altre località.
A Bagnoli, come in altri paesi molisani, si svolge durante il periodo natalizio, la caratteristica processione con le "'ndocce", torce con le quali nella notte di Natale, si accompagnano la Madonna e San Giuseppe prima della nascita di Gesù. Anche la campagna di Bagnoli è illuminata, contribuendo così a creare un'atmosfera in cui sembra che il tempo si sia fermato. Rispetto agli altri paesi dove si svolge la "'ndocciata", qui vi è la particolarità che la 'ndoccia viene spenta simbolicamente col vino nuovo spillato dalla botte. Questo rito è di buon auspicio per i raccolti e di protezione per l'intera comunità.
Informazioni
Un po' di storia
La festività del Natale ha radici precristiane. La Natività così come oggi la conosciamo è infatti la celebrazione in chiave moderna di antichi riti pagani come quella in onore di Mithra (figlio del Sole e Sole egli stesso) oppure la festa inneggiante al Dies Natalis Solis Invicti che cadeva appena dopo il solstizio d’inverno, quando l’astro fulgente, dopo il massimo declinio equatoriale, aveva da poco ripreso la sua ascesa celeste. Questo momento di passaggio critico comincia a percepire concretamente l’eliorinascenza stagionale. Il sacro giorno della nascita del dio Sole aveva valore magico, propiziatorio e simbolico, poiché la Stella Invitta rappresentava sia la luce da contrapporre alle tenebre (le lunghe notti invernali), sia il calore che doveva scaldare le fredde giornate cheimerine. Il Cristianesimo è riuscito a trasferire a sé tali pratiche religiose, modificando la nascita del Sole con la nascita di Cristo, e la luce solare con la luce divina del Figlio di Dio. Il processo sincretico ebbe inizio non prima del IV secolo. In precedenza, infatti non c’era stata concordanza sulla data e per celebrare l’avvenuta nascita di Gesù si erano indicati più giorni, frutto di macchinosi calcoli fatti sulla base delle antiche scritture. Ma alla fine fu preferita la notte tra il 24 e il 25 dicembre, perché tale nox postsolstiziale coincideva con l’occasione in cui, ormai da tempo, si festeggiava una luminosa genesi soprannaturale. Se è vero che il Natale discende da antiche cerimonie dedicate al dio Sole, quale luce e calore, non deve stupire che, nonostante siano trascorsi molti secoli, gli antichi significati siano sopravvissuti. Infatti il fuoco, un elioemblema universale, è l’elemento fondamentale di numerosi rituali natalizi europei ed extraeuropei.
Le foto
La sezione fotografica è in fase di manutenzione. A breve verrà ripristinata. Grazie delle collaborazione.
YesNo
Tutti i risultati
